Donazione · Ricevuta · PDF
Ricevuta di donazione
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La ricevuta di donazione è il documento con cui un ente attesta di avere ricevuto un'erogazione liberale. Perché il donatore possa portarla in detrazione o in deduzione, l'articolo 83 del Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017) richiede che il versamento sia stato eseguito con mezzi tracciabili — bonifico, carta, assegno: le donazioni in contanti non danno diritto ad alcun beneficio fiscale. Compila il modello con i dati dell'ente, del donatore, l'importo e la data, e scarica il PDF.
Tutto resta nel tuo browser: nessun server e nessuna copia dei dati dei tuoi donatori.
Contanti: l'errore che azzera il beneficio
È la regola da conoscere prima di tutte le altre. L'articolo 83, comma 4, del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo settore) subordina sia la detrazione sia la deduzione al fatto che l'erogazione liberale in denaro sia stata eseguita tramite banca o ufficio postale, oppure con altri sistemi di pagamento tracciabili: carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
Una donazione in contanti resta perfettamente valida fra le parti, ma non produce alcun vantaggio fiscale per il donatore — e nessuna ricevuta, per quanto completa, può rimediare. Se raccogli offerte in contanti durante un evento, dillo ai donatori prima, non dopo.
Ricevuta donazione: cosa scrivere su ogni riga
- L'ente — denominazione, sede, codice fiscale e qualificazione: ente del Terzo settore iscritto al RUNTS, organizzazione di volontariato, associazione di promozione sociale.
- Il donatore — nome, cognome, indirizzo e codice fiscale; per le imprese, denominazione e partita IVA.
- L'importo — in cifre e in lettere.
- La data del versamento, non quella in cui scrivi la ricevuta.
- Il mezzo di pagamento — bonifico con estremi, carta, assegno. È il dato che rende l'erogazione agevolabile: scriverlo non è un dettaglio burocratico.
- La causale — la finalità istituzionale a cui la somma è destinata.
- Il riferimento normativo — l'articolo 83 del D.Lgs. 117/2017, così il donatore e il suo consulente sanno su quale regime si stanno muovendo.
- Firma del legale rappresentante o di chi ne ha delega.
Detrazione e deduzione: due strade alternative
L'articolo 83 offre alle persone fisiche due possibilità, non cumulabili sulla stessa erogazione: una detrazione dall'imposta lorda, calcolata su un tetto annuo di erogazioni, con aliquota più favorevole per le donazioni alle organizzazioni di volontariato; oppure una deduzione dal reddito complessivo netto entro una percentuale del reddito dichiarato, con riporto negli esercizi successivi dell'eccedenza non dedotta.
Non stampare aliquote e massimali sul modello: sono fissati dalla norma e possono essere aggiornati. La ricevuta certifica il fatto — chi, quanto, quando, con quale mezzo, per quale finalità — e la scelta fra detrazione e deduzione spetta al donatore in sede di dichiarazione.
Erogazioni in natura
Il comma 2 dell'articolo 83 ammette anche le erogazioni liberali in natura e rinvia a un decreto ministeriale per l'individuazione dei beni e per i criteri di valorizzazione: il riferimento è il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 28 novembre 2019. In pratica, descrivi sulla ricevuta natura, quantità e stato del bene e la data di consegna, e non attribuire tu un valore che non hai titolo per determinare.
Imposta di bollo
L'articolo 82, comma 5, del D.Lgs. 117/2017 prevede per gli enti del Terzo settore l'esenzione dall'imposta di bollo su atti, documenti, istanze, contratti e copie posti in essere o richiesti da questi enti. È il motivo per cui una ricevuta di donazione emessa da un ETS normalmente non porta marca da bollo, a differenza di una ricevuta di affitto in regime ordinario. Se il tuo ente non è un ETS, verifica la disciplina applicabile.
Donazione, quota associativa, corrispettivo
- Donazione — versamento spontaneo senza controprestazione. È questa pagina.
- Quota associativa — dà diritti sociali e segue regole proprie: non certificarla automaticamente come erogazione liberale.
- Corrispettivo — se l'ente cede un bene o presta un servizio, serve un documento diverso: usa il generatore di ricevute o, quando occorre un documento fiscale, il generatore di fatture.
Fonti
- D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore), articolo 83 — detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali; comma 2 sulle erogazioni in natura; comma 4 sull'obbligo di mezzi di pagamento tracciabili.
- D.Lgs. 117/2017, articolo 82, comma 5 — esenzione dall'imposta di bollo per gli enti del Terzo settore.
- Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 28 novembre 2019 — individuazione e criteri di valorizzazione delle erogazioni liberali in natura.
Pagina verificata e aggiornata il 5 settembre 2026.
Domande frequenti
Una donazione in contanti è detraibile?
No. L'articolo 83, comma 4, del D.Lgs. 117/2017 subordina la detrazione e la deduzione al fatto che il versamento sia eseguito tramite banca o ufficio postale oppure con altri sistemi di pagamento tracciabili, come carte di debito e di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari. Una donazione in contanti resta una donazione valida sul piano civilistico, ma non produce alcun beneficio fiscale per il donatore, per quanto dettagliata sia la ricevuta.
Cosa deve contenere la ricevuta di donazione?
Denominazione, sede e codice fiscale dell'ente, con l'indicazione della sua qualificazione (ente del Terzo settore, ODV, APS, ONLUS iscritta); nome, cognome, indirizzo e codice fiscale del donatore; l'importo in cifre e in lettere; la data del versamento; il mezzo di pagamento utilizzato, che deve essere tracciabile; la causale o la finalità cui la somma è destinata; e la firma di chi rappresenta l'ente.
Detrazione o deduzione: cosa può scegliere il donatore?
L'articolo 83 del Codice del Terzo settore prevede due alternative per le persone fisiche: una detrazione dall'imposta lorda calcolata su un importo massimo di erogazioni annue, oppure la deduzione dal reddito complessivo netto entro una percentuale del reddito dichiarato. Le due strade non sono cumulabili sulla stessa erogazione. Le aliquote e i massimali sono fissati dalla norma e possono essere aggiornati: indica sulla ricevuta il riferimento normativo e lascia la scelta al donatore e al suo consulente.
Come si documenta una donazione in natura?
Descrivendo il bene, non attribuendogli un valore d'ufficio. L'articolo 83, comma 2, del D.Lgs. 117/2017 ammette le erogazioni liberali in natura e rinvia a un decreto ministeriale per l'individuazione dei beni e i criteri di valorizzazione: il riferimento è il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 28 novembre 2019. Sulla ricevuta indica natura, quantità e stato del bene e la data di consegna.
Serve la marca da bollo sulla ricevuta di donazione?
Gli enti del Terzo settore godono di un regime agevolato in materia di imposta di bollo: l'articolo 82, comma 5, del D.Lgs. 117/2017 prevede l'esenzione dall'imposta di bollo per gli atti, i documenti, le istanze e le copie poste in essere o richiesti dagli enti del Terzo settore. Se il tuo ente non rientra in quella categoria, verifica con il commercialista se alla quietanza si applichi la disciplina ordinaria dell'imposta di bollo.
Il donatore ha ricevuto qualcosa in cambio: è ancora una donazione?
Solo in parte, e la ricevuta deve dirlo. L'erogazione liberale presuppone l'assenza di una controprestazione: se a fronte del versamento l'ente consegna un bene o un servizio di valore non simbolico — un biglietto per una cena, un abbonamento — quella parte non è liberalità. Indica sulla ricevuta cosa è stato consegnato al donatore, così che la componente liberale resti identificabile.
Questo modello di ricevuta di donazione è gratuito?
Sì: nessun account, nessuna filigrana, nessun limite al numero di ricevute. Compili il modello nel browser e scarichi il PDF; i dati non lasciano il tuo dispositivo.