Affitto · Ricevuta · PDF
Ricevuta di affitto
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La ricevuta di affitto — tecnicamente una quietanza — è il documento con cui il locatore attesta di avere incassato il canone di un determinato periodo. L'articolo 1199 del codice civile dà al conduttore il diritto di ottenerla: chi riceve il pagamento deve rilasciare quietanza, a richiesta e a spese di chi paga. Compila il modello qui sotto con locatore, conduttore, immobile, periodo, canone e modalità di pagamento, e scarica il PDF.
Tutto resta nel tuo browser: nessun server e nessuna copia delle tue ricevute.
Il diritto alla quietanza: articolo 1199 del codice civile
In Italia la ricevuta di affitto non nasce da una legge speciale sulle locazioni, ma da una regola generale sui pagamenti: l'articolo 1199 del codice civile stabilisce che chi riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza. Due conseguenze pratiche:
- Il conduttore può pretendere la ricevuta; il locatore non può rifiutarla.
- Le spese del documento — in concreto la marca da bollo, quando dovuta — sono per legge a carico di chi paga, cioè del conduttore. È la differenza più netta rispetto alla Francia, dove la quittance è gratuita per il locatario.
Marca da bollo: la regola dei 77,47 euro
L'articolo 13 della Tariffa, parte prima, allegata al DPR 642/1972 assoggetta a imposta di bollo le ricevute e le quietanze per somme superiori a 77,47 euro, con esenzione per le somme soggette a IVA. L'importo dell'imposta è oggi di 2,00 euro per ogni esemplare.
- Locazione in regime ordinario — canone superiore a 77,47 euro: marca da 2,00 euro sull'originale consegnato al conduttore.
- Locazione con cedolare secca — nessun bollo: l'articolo 3, comma 11, del D.Lgs. 23/2011 sostituisce imposta di registro e di bollo per tutta la durata dell'opzione.
- Canone soggetto a IVA — nessun bollo sulla quietanza, perché la somma è già assoggettata a IVA.
Se applichi la marca, annullala apponendo la firma o la data a cavallo fra la marca e il foglio: una marca non annullata equivale a una marca non applicata.
Ricevuta affitto: cosa scrivere su ogni riga
- Locatore — nome o denominazione, indirizzo, codice fiscale o partita IVA.
- Conduttore — nome e codice fiscale di chi risulta dal contratto.
- Immobile — indirizzo completo, con interno e piano.
- Periodo — il mese o la mensilità cui il pagamento si riferisce.
- Canone — su una riga distinta dalle spese condominiali o accessorie, che vanno indicate a parte.
- Data dell'incasso e mezzo di pagamento — bonifico, assegno, addebito.
- Estremi di registrazione del contratto — utili quando lo stesso locatore ha più immobili.
- Firma del locatore, e la marca da bollo quando dovuta.
Pagamenti tracciabili
La legge 147/2013, all'articolo 1 comma 50, ha imposto il pagamento dei canoni delle locazioni abitative con strumenti tracciabili a prescindere dall'importo, escludendo gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con la circolare del 5 febbraio 2014, ha però chiarito che la norma ha finalità antielusive e di contrasto all'evasione: un pagamento in contanti sotto la soglia generale non fa di per sé venir meno la validità del contratto né il diritto alle detrazioni. Bonifico e addebito automatico restano quindi la norma; la ricevuta serve comunque, perché il bonifico prova che una somma è stata trasferita, non a quale mensilità si riferisce. Indicare il periodo sulla ricevuta è ciò che rende la prova completa.
Canone, spese e conguaglio
Tieni il canone e le spese accessorie su righe diverse per tutto l'anno: al conguaglio condominiale ricostruire quanto è già stato versato a titolo di acconto spese è immediato se ogni ricevuta lo distingue, ed è un lavoro d'archivio se le ricevute riportano solo un totale.
Contratto, fattura, ricevuta
- Il contratto di locazione fissa canone, durata e aggiornamento ISTAT. Si firma una volta e si registra.
- La fattura chiede un pagamento non ancora avvenuto e serve quando la locazione è esercitata in regime d'impresa: usa il generatore di fatture.
- La ricevuta attesta l'incasso già avvenuto. È questa pagina.
Per incassi che non sono canoni — una riparazione riaddebitata, la restituzione del deposito — il generatore di ricevute produce lo stesso PDF partendo da campi liberi, e il modello di fattura copre il caso in cui serva un documento fiscale.
Fonti
- Codice civile, articolo 1199 (diritto del debitore alla quietanza, a sue spese).
- DPR 26 ottobre 1972, n. 642, Tariffa parte prima, articolo 13 (imposta di bollo su ricevute e quietanze oltre 77,47 euro; esenzione per somme soggette a IVA).
- D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, articolo 3, comma 11 (la cedolare secca sostituisce imposta di registro e di bollo).
- Legge 27 dicembre 2013, n. 147, articolo 1, comma 50 (tracciabilità dei canoni di locazione abitativa).
- Ministero dell'Economia e delle Finanze, circolare del 5 febbraio 2014 (finalità antielusive della norma sulla tracciabilità dei canoni).
Pagina verificata e aggiornata il 5 settembre 2026.
Domande frequenti
Il locatore è obbligato a rilasciare la ricevuta di affitto?
Su richiesta sì. L'articolo 1199 del codice civile stabilisce che il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza. Nella locazione il creditore è il locatore e il debitore è il conduttore: quest'ultimo può quindi pretendere la ricevuta, ma le eventuali spese del documento — la marca da bollo, quando dovuta — restano a suo carico secondo la stessa norma.
Quando serve la marca da bollo sulla ricevuta di affitto?
Secondo l'articolo 13 della Tariffa, parte prima, allegata al DPR 642/1972, le ricevute e le quietanze scontano l'imposta di bollo — oggi 2,00 euro — quando la somma supera 77,47 euro, salvo che si tratti di somme soggette a IVA. Un canone mensile ordinario supera quasi sempre quella soglia, quindi la marca va applicata sull'originale consegnato al conduttore.
Con la cedolare secca serve il bollo?
No. L'articolo 3, comma 11, del D.Lgs. 23/2011 prevede che l'opzione per la cedolare secca sostituisce, per il periodo di durata dell'opzione, anche le imposte di registro e di bollo sul contratto e sugli atti a esso relativi, comprese le quietanze. Se hai optato per la cedolare secca, la ricevuta del canone non richiede marca da bollo.
Cosa deve contenere una ricevuta di affitto?
I dati del locatore e del conduttore con i rispettivi codici fiscali, l'indirizzo dell'immobile, il periodo a cui il pagamento si riferisce, l'importo del canone distinto dalle eventuali spese condominiali o accessorie, la data dell'incasso, la modalità di pagamento e la firma del locatore. È utile indicare anche gli estremi di registrazione del contratto, perché legano la ricevuta al rapporto giusto quando lo stesso locatore ha più immobili.
Si può pagare l’affitto in contanti?
La legge di stabilità 2014 (legge 147/2013, articolo 1, comma 50) ha introdotto l'obbligo di pagare i canoni delle locazioni abitative con mezzi tracciabili, indipendentemente dall'importo, con l'eccezione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Restano inoltre applicabili i limiti generali all'uso del contante previsti dalla normativa antiriciclaggio, che cambiano nel tempo: verifica la soglia in vigore prima di incassare in contanti.
La ricevuta della caparra o del deposito cauzionale è la stessa cosa?
No, e conviene tenerle separate. Il deposito cauzionale è una garanzia, non un canone: emetti una ricevuta a parte che lo qualifichi espressamente come deposito cauzionale, con la data di versamento. Alla riconsegna dell'immobile servirà una seconda ricevuta per la restituzione, eventualmente al netto delle trattenute concordate.
Questo modello di ricevuta di affitto è gratuito?
Sì: nessun account, nessuna filigrana, nessun limite al numero di ricevute. Compili il modello nel browser e scarichi il PDF; i dati non lasciano il tuo dispositivo.