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Ricevuta di affitto

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La ricevuta di affitto — tecnicamente una quietanza — è il documento con cui il locatore attesta di avere incassato il canone di un determinato periodo. L'articolo 1199 del codice civile dà al conduttore il diritto di ottenerla: chi riceve il pagamento deve rilasciare quietanza, a richiesta e a spese di chi paga. Compila il modello qui sotto con locatore, conduttore, immobile, periodo, canone e modalità di pagamento, e scarica il PDF.

Tutto resta nel tuo browser: nessun server e nessuna copia delle tue ricevute.

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Il diritto alla quietanza: articolo 1199 del codice civile

In Italia la ricevuta di affitto non nasce da una legge speciale sulle locazioni, ma da una regola generale sui pagamenti: l'articolo 1199 del codice civile stabilisce che chi riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza. Due conseguenze pratiche:

  • Il conduttore può pretendere la ricevuta; il locatore non può rifiutarla.
  • Le spese del documento — in concreto la marca da bollo, quando dovuta — sono per legge a carico di chi paga, cioè del conduttore. È la differenza più netta rispetto alla Francia, dove la quittance è gratuita per il locatario.

Marca da bollo: norme in corso di riordino

Questa pagina riportava la regola dell'articolo 13 della Tariffa allegata al DPR 642/1972 (bollo sulle ricevute e quietanze oltre 77,47 euro, esenti le somme soggette a IVA) e quella dell'articolo 3, comma 11, del D.Lgs. 23/2011 (con la cedolare secca niente bollo sulle quietanze). Su Normattiva, consultata il 1° ottobre 2026, entrambe le disposizioni risultano abrogate: la prima dal D.Lgs. 1° agosto 2025, n. 123, la seconda dal D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, nell'ambito del riordino dei tributi. Non abbiamo ancora verificato come le regole siano state riformulate, quindi non le ripetiamo qui: prima di applicare o omettere la marca da bollo, controlla la disciplina vigente presso l'Agenzia delle Entrate o con il tuo commercialista.

Ricevuta affitto: cosa scrivere su ogni riga

  • Locatore — nome o denominazione, indirizzo, codice fiscale o partita IVA.
  • Conduttore — nome e codice fiscale di chi risulta dal contratto.
  • Immobile — indirizzo completo, con interno e piano.
  • Periodo — il mese o la mensilità cui il pagamento si riferisce.
  • Canone — su una riga distinta dalle spese condominiali o accessorie, che vanno indicate a parte.
  • Data dell'incasso e mezzo di pagamento — bonifico, assegno, addebito.
  • Estremi di registrazione del contratto — utili quando lo stesso locatore ha più immobili.
  • Firma del locatore, e la marca da bollo quando dovuta.

Pagamenti tracciabili

La legge 147/2013, all'articolo 1 comma 50, ha imposto il pagamento dei canoni delle locazioni abitative con strumenti tracciabili a prescindere dall'importo, escludendo gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Bonifico e addebito automatico restano quindi la norma; la ricevuta serve comunque, perché il bonifico prova che una somma è stata trasferita, non a quale mensilità si riferisce. Indicare il periodo sulla ricevuta è ciò che rende la prova completa.

Canone, spese e conguaglio

Tieni il canone e le spese accessorie su righe diverse per tutto l'anno: al conguaglio condominiale ricostruire quanto è già stato versato a titolo di acconto spese è immediato se ogni ricevuta lo distingue, ed è un lavoro d'archivio se le ricevute riportano solo un totale.

Contratto, fattura, ricevuta

  • Il contratto di locazione fissa canone, durata e aggiornamento ISTAT. Si firma una volta e si registra.
  • La fattura chiede un pagamento non ancora avvenuto e serve quando la locazione è esercitata in regime d'impresa: usa il generatore di fatture.
  • La ricevuta attesta l'incasso già avvenuto. È questa pagina.

Per incassi che non sono canoni — una riparazione riaddebitata, la restituzione del deposito — il generatore di ricevute produce lo stesso PDF partendo da campi liberi, e il modello di fattura copre il caso in cui serva un documento fiscale.

Strumento gratuito di uso generale, non è consulenza legale o fiscale. Importi e soglie dell'imposta di bollo e i limiti all'uso del contante sono stabiliti per legge e possono cambiare: verifica i valori in vigore presso l'Agenzia delle Entrate o il tuo commercialista.

Fonti (Normattiva, consultata il 1° ottobre 2026)

Pagina verificata il 5 settembre 2026; il 1° ottobre 2026 abbiamo tolto le regole sul bollo basate su norme nel frattempo abrogate.

Domande frequenti

Il locatore è obbligato a rilasciare la ricevuta di affitto?

Su richiesta sì. L'articolo 1199 del codice civile stabilisce che il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza. Nella locazione il creditore è il locatore e il debitore è il conduttore: quest'ultimo può quindi pretendere la ricevuta, ma le eventuali spese del documento — la marca da bollo, quando dovuta — restano a suo carico secondo la stessa norma.

Quando serve la marca da bollo sulla ricevuta di affitto?

Fino a poco tempo fa la regola era nell'articolo 13 della Tariffa allegata al DPR 642/1972: imposta di bollo sulle ricevute e quietanze oltre 77,47 euro, salvo le somme soggette a IVA. Su Normattiva, consultata il 1° ottobre 2026, quel decreto risulta abrogato dal D.Lgs. 1° agosto 2025, n. 123, che ha riordinato la materia: non abbiamo ancora verificato la nuova formulazione, quindi controlla la regola e l'importo vigenti presso l'Agenzia delle Entrate prima di applicare o omettere la marca.

Con la cedolare secca serve il bollo?

La norma che questa pagina citava — l'articolo 3, comma 11, del D.Lgs. 23/2011, secondo cui l'opzione per la cedolare secca sostituiva anche l'imposta di bollo sulle quietanze — risulta abrogata su Normattiva (consultata il 1° ottobre 2026) dal D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117. Non abbiamo ancora verificato dove e come la regola sia stata riformulata: chiedi conferma all'Agenzia delle Entrate o al tuo commercialista.

Cosa deve contenere una ricevuta di affitto?

I dati del locatore e del conduttore con i rispettivi codici fiscali, l'indirizzo dell'immobile, il periodo a cui il pagamento si riferisce, l'importo del canone distinto dalle eventuali spese condominiali o accessorie, la data dell'incasso, la modalità di pagamento e la firma del locatore. È utile indicare anche gli estremi di registrazione del contratto, perché legano la ricevuta al rapporto giusto quando lo stesso locatore ha più immobili.

Si può pagare l’affitto in contanti?

La legge di stabilità 2014 (legge 147/2013, articolo 1, comma 50) ha introdotto l'obbligo di pagare i canoni delle locazioni abitative con mezzi tracciabili, indipendentemente dall'importo, con l'eccezione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Restano inoltre applicabili i limiti generali all'uso del contante previsti dalla normativa antiriciclaggio, che cambiano nel tempo: verifica la soglia in vigore prima di incassare in contanti.

La ricevuta della caparra o del deposito cauzionale è la stessa cosa?

No, e conviene tenerle separate. Il deposito cauzionale è una garanzia, non un canone: emetti una ricevuta a parte che lo qualifichi espressamente come deposito cauzionale, con la data di versamento. Alla riconsegna dell'immobile servirà una seconda ricevuta per la restituzione, eventualmente al netto delle trattenute concordate.

Questo modello di ricevuta di affitto è gratuito?

Sì: nessun account, nessuna filigrana, nessun limite al numero di ricevute. Compili il modello nel browser e scarichi il PDF; i dati non lasciano il tuo dispositivo.